L'arbitro alza la prima palla della stagione al centro di un Garden ghermito in ogni ordine di posti.
Il primo quarto è sostanzialmente in parità con Butler devastante che tiene i Wizards in corsa: dei 28 punti segnati da Washington 20 sono suoi.
Nel secondo quarto inizia la via crucis dei marcatori in verde: Pierce e Allen non riescono a
penetrare la difesa da fuori, in particolare la guardia sbaglia molti tiri dalla distanza (2-6).
Meglio i lunghi: KG prende rimbalzi e punti aiutato a dovere da Babe (5-5) e Powe.
Per contro Jamison si sveglia dal torpore dei primi 12 minuti iniziando a mettere le basi
di una prova maiuscola che alla fine gli darà una doppia da MVP : 32 punti e 10 rimbalzi.
La prima metà finisce 51-46 per gli ospiti.
La letargia offensiva dei Celtics continua nel terzo quarto,
in particolare stupisce e preoccupa la quantità di fast-breaks sbagliati da Rondo e Co.
Così Boston scivola nel buio dei -16 prima che si riaccenda la luce.
Le urla del coach sferzano i suoi: grande pressione in difesa, maggiore precisione nel tiro e il roboante sostegno dei fans portano i Celtics sul 73-73 e il quarto si chiude sul 73-75.
Per gli ultimi 12 minuti l'inerzia sembra dalla parte di Boston, ma è mera illusione.
I Celtics rallentano di nuovo mentre Jamison orchestra a dovere i suoi insieme a Butler ritornato a farsi vedere dopo due quarti sabbatici.
Washington si riprende subitamente un vantaggio costante di 10 punti.
Le speranze di un ritorno di Boston si spengono a 6:19 dalla fine quando Garnett deve lasciare il parquet per infortunio (resterà fuori fino al 10 ottobre).
Senza KG questa squadra non può andare molto lontano e il disperato tentativo di Boston di recuperare in extremis la partita risulta vano.
I Wizards ammaliano i Celtics per 101 a 97
